“Cercasi nemico” disperatamente

Senza un nemico non c’è politica, senza un nemico non c’è azione che tenga. Il nemico in politica bisogna costruirlo quotidianamente e costantemente. Senza un contraltare con il quale polemizzare tutto si annulla, tutto si esaurisce.
E il Sindaco questo lo sa, in quanto ad ogni difficoltà amministrativa ne congegna uno. Il tempismo è perfetto, di una precisione direi quasi maniacale, ma ormai – purtroppo per lui – prevedibile e ripetitivo.
Non importa se il nemico sia bello o brutto, lontano o vicino, di destra o sinistra, l’importante è che sia “l’altro” (il “Feind” avrebbe detto Carl Schmitt) e che i conflitti siano ben visibili e da mostrare con orgoglio come un freno che, alla fine, sono utili solo a giustificare e a nascondere i propri limiti.
Non v’è dubbio che l’amministrazione in questo periodo stia vivendo delle difficoltà, e logorarsi politicamente è un pericolo concreto. E anche questo il Sindaco sa, lo sente, lo comprende e la sua replica è per lo più istintiva, come i cani di Pavlov, che ad ogni stimolo rispondevano con un riflesso condizionato. Lo stimolo a questo giro e il difficile percorso che sta attraversando l’amministrazione nell’approvazione del bilancio di previsione, ed ecco che – come per magia – dal cilindro del Sindaco sbucano i famigerati “poteri forti”, una non meglio specificata “longa manus”, oppure il più famoso di tutti: “uniti per difendere Napoli” dal complotto istituzionale, che vuole bloccare il magnifico lavoro fatto fino ad ora dal primo cittadino e dalla sua amministrazione.
Insomma, tutto il repertorio.
Con le difficoltà nell’approvazione del bilancio occorre subito dare un nemico in pasto al popolo, o il trucco si svela e rischia di essere visto. Il rilancio dell’azione politica deve essere fulmineo, prima che il fuoco del dibattito pubblico si concentri su di lui. Lo scatto deve essere istantaneo, e deve precedere tutti gli altri.
Del resto, la cronologia politica delle categorie politiche amico/nemico di de Magistris è alquanto nota. Iervolino, Bassolino, Renzi, De Luca, Salvini, tutto il PD, per concludere negli ultimi giorni con Maria Elena Boschi e il governo che, a detta del Sindaco, sta portando avanti una manovra per mandare il Comune di Napoli al dissesto.
Il Sindaco però, proprio dai microfoni di Repubblica Tv Napoli, dichiara che “se c’è collaborazione noi siamo qui”, ma l’artifizio retorico in questo caso è ancora più sottile, in quanto la mancanza di responsabilità istituzionale è l’accusa maggiore che arriva dai suoi detrattori, e nemmeno questo sfugge all’intuito politico del Sindaco il quale, consciamente, cerca di recuperare su quel versante. Si veda ad esempio la redistribuzione delle deleghe in Città Metropolitana e a tutto l’arco consiliare, MoVimento 5 Stelle escluso che. inevitabilmente, ha aperto nuove fratture nel Partito democratico di Napoli (come se non bastassero quelle che già ci sono) e che ha fatto passare Napoli da un Comune “derenzizzato” a Napoli Città Metropolitana degli “inciuci”, che quando è lui a farli in nome della collaborazione istituzionale va sempre bene.
Intanto, mentre mediaticamente e politicamente si costruisce l’ennesimo nemico, per far cassa il Comune dovrà velocizzare la vendita del patrimonio immobiliare, accelerare la riscossione delle multe (che nell’ultimo anno è andata malissimo) e della Tari, aumentare i biglietti dei bus, il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), la tassa di soggiorno e altro che non conosciamo, visto che il bilancio di previsione per intero ad ora nessuno lo ha ancora visto.

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